ALTO TRADIMENTO, LA (FALSA) ACCUSA DI SALVINI A CONTE, di Giampaolo Galli, Inpiù, 18 novembre 2019

Salvini accusa il premier Conte e l’ex-ministro Tria di alto tradimento – quindi meritevoli di galera –  perché a giugno avrebbero “firmato di nascosto, di notte, un accordo per trasformare il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, da Fondo Salva-Stati in Fondo Ammazza-Stati”.  Il comunicato di Salvini segue un analogo comunicato di Borghi e Bagnai che strumentalizzava in modo davvero stupefacente le mie parole in un’audizione alla Camera del 6 novembre scorso. Come stanno davvero le cose?

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Perchè non ha senso chiedere alla BCE di garantire il nostro debito pubblico. La mia (breve) risposta a Borghi.

Nel corso della mia audizione del 6 novembre scorso, il Presidente Borghi ha nuovamente sostenuto che la BCE dovrebbe garantire i debiti pubblici dei paesi membr dell’Eurozona. Qui la mia risposta (in breve):

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Il MES è uno strumento di solidarietà fra paesi dell’Eurozona. La campagna #stopMES è una sciocchezza demagogica

Dato che sta partendo  una sciocca e demagogica campagna #stopMES, riporto di seguito alcuni brani della mia audizione alla Camera (6 novembre 2019) in cui argomento che il MES, pur  avendo dei limiti, è un’istituzione preziosa, in cui si manifesta un notevole livello di solidarietà dei paesi più forti, in primis la Germania, nei confronti dei paesi finanziariamente più esposti alle crisi, a cominciare dall’Italia. 

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LA DIVERSA CONVERGENZA A EST E SUD, di Giampaolo Galli, Inpiù, 12 novembre 2019

La ex Germania orientale, a differenza del nostro Sud, ha recuperato il divario socioeconomico

Mentre Berlino festeggiava il trentennale della caduta del Muro e l’enorme progresso degli ex-Laender orientali, a Roma la Svimez snocciolava – come fa da decenni – i dati sull’arretratezza del Sud. Un recente lavoro di Michael Burda, della  Università Humboldt di Berlino, ci informa che fra il 1991 e il 2016 il Pil pro capite dei Lander Orientali è passato dal 57% di quello dei Lander Occidentali (un gap analogo a quello del nostro Mezzogiorno oggi) all’85%. La differenza nell’aspettativa di vita, indicatore molto significativo, si è ridotta in misura straordinaria: da 3 anni a zero per le donne e 3,5 anni a uno per gli uomini.

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